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DELLE

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IVUOVI AI^i\ALI

SCIENZE NATURALI

PrB]tL.ICATI

JDat Signori

ALESSANDRINI Dott. ANTONIO Prof, di

Anat. Comparata, e Medicina Veterinària BEinOLONI Cav. Dott. ANTONIO Prof, di

Botanica GHERARDI Dott. SILVESTRO Prof, di

Fisica RANZANI Monsignor CAMILLO Prof, di

Zoologia e Mineralogia .

AmiVO I. TOMO II.

3 (t) a (£) ca <^

PEI TIPI DI JACOPO RIARSIGLI 1858

€0Uttb0rftt0n

SiGG. Bagni Dott. Gaetano ~ Baratta Dott. QniRico Bertoloni Prof. Giuseppe Bertoloni Dott. Giacomo Biagi Dott. Clodovèo Bianconi Dott. Giuseppe Breventani Dott. Ulisse Calori Prof. Luigi Santagata Dott. Domenico SovERiNi Dott. Carlo .

LUGLIO E AGOSTO

DELL' UCCELLO 3IESSICAI\0 QUEZALT

E

DEI TROGONIDI

CUI APPARTIENE

D I

CARLO LUC. BONAPARTE

PRINCIPE SI MUSIGNANO

Colghiamo la bella occasione del felice risorgimento di questo scientifico giornale per divulgare in Italia il celebre Quczalt degl' Indiani di Guatimala , meritevole di esser chiamato 1' Uccello di Paradiso del Nuovo mon- do , e lungamente desiderato dalle raccolte de' Natura- listi oltramontani , mentre la maggior parte dei nostri non lo ha veduto neppure . Per le tante lodi che di- ceane il Sig. Gonzales ministro degli Stali Uniti dell'A- merica centrale a Washington , invogliosscne il Signor Rebello rappresentante ivi il Brasile nel tempo eh' io colà dimorava , e coi potenti impegni del panegirista riuscì ad ottenerne dagl' Indiani due esemplari in ottimo stato di conservazione . Ad ambedue quei diplomatici deggio il tanto che vengo a dire della sua storia , e gratissimo principalmente mi professo al Brasiliano per la liberalità con la quale mi autorizzava a denominare, descrivere e figurare la sua preziosa conquista , che fin dal 1826 registrai nei Cataloghi della scienza sotto il nome di

//

6 ICCELLO MESSiCAINO

Trogon Paradiseus , Nob. ( Curucucculo di Paradiso ) Cristatus , aureo-viridis ; tectric'ibus elongatls , acìimìnatis ^ caudalibus diiabus longissimis ultra rectrices mirifice pro- ductis : ahdomine rubro: remìgibus rectricibuscjue nigris^ tribus extimis albis.

Hab. in Proinncia S. Salvatoris Guatimalae : servatur apud Dom. Rebellum Brasiliarum Ministrum .

Quest' uccello , che non è più lungo di tredici pollici e un quarto dalla punta del becco fino all' estremità della coda , misura tuttavia pollici più di trentuno sino all' apice delle lunghissime cuoprltrlci della slessa coda . Il suo becco , che è fesso per un pollice e mezzo , è corto, compresso, curvo, integro, giallo rossastro . Il co- lor generale delle piume è un verde dorato splendidis- simo che verge leggermente in turchino; quelle del capo sono sfilate , e vi costituiscono un circolar ciufib , con- tinuo e finito derivante dalla base del becco : gli occhi veggonsi contornati di nigredine , colore che , tolta la verde puntarella di ogni piuma , ne tinge il resto fin dove s' incarna : i robusti steli delle più lunghe piume del tergo sono bianchi alla radice . La gola e il petto , che han colore verde dorato , come abbiam detto di sopra , tengono un poco più del turchino . Tutto 1' abdome , i fianchi e il sottocoda mostrano un vividissimo rosso , del quale tingesi la sola punta delle piume : quelle però delle cosce sono nerastre anco nelP apice . Le ali , in cui la terza e la quarta remigante hanno maggior lunghez- za, misurano otto pollici* piegandole poi giungono ad un terzo delle timoniere . Le cuopritrici superiori delle ali, colorate come il dorso, son lunghe più di due pollici , acute e riccie , le inferiori sono nerastre , va- riegate leggermente di verde . Tutte le remiganti son nere . La coda , lunga sette pollici , cuneiforme , è com- posta di dodici timoniere , delle quali le tre più esterne In ambedue le parti son bianche con Io stelo nero , e nereggianti pure alquanto sul pogonio interno verso la

DI C. L. liONAPAIlTE ']

base , mentre le sci di mezzo veggonsi totalmente iicre . Singolarità principale di quest' uccello sono le dette cuo- prltrici superiori della coda , simili di colore al dorso , rade , scarmigliate come le piume di tutto 11 resto del corpo , e tendenti tutte a prolungarsi , massime le più basse ^ quattro delle quali raggiano abbondantemente fuor della coda , e due di esse giungono a misurare più del triplo della lunghezza del corpo , conservando

10 stelo totalmente nero e totalmente dorate le barbe .

11 men lungo pajo misura un piede, l'altro più di due. Non il volgo soltanto, ma 1 naturalisti ancora le crede- rebbero a prima giunta esser coda . I piedi sono nera- stri , col tarso lungo tre quarti di pollice , e le dita si dispongono, non altrimente che in tutti i Curucucculi, due per due.

Il Quezalt è raro e selvatico. La sua specie è scarsa d'individui, e rlstrlngesi in angusti confini, trovandosi unicamente e raramente in una pecullar sezione del di- stretto montuoso di Vera Paz nella provincia dello stesso nome, la quale forma uno dei cinque liberi Stati costi- tuenti la federai republica dell' America centrale . Quegli Indiani celebrano ogni anno la festa chiamata appunto Quezalt; durante la quale si adornano 11 capo con le sue piume , che quindi ripongono gelosamente per gli anni appresso , ne mai se ne privano se non per estrema necessità . Ricordasi un solo esempio che quest' uccello fosse addimesticato . Fabbrica il nido a foggia di un lungo condotto , o vogliam dire sacco aperto in ambe le estre- mità , per modo eh' entrandovi non guasti le sue lunghe piume della coda ^ le quali anco per la tessitura loro indicano chiaramente che il paese è soggetto a continui terribili venti , per mezzo al quali può 1' uccello dirlggere perfettamente ed equilibrare il volo . Pascesl di frutta a preferenza che di animali , s' imbosca meno del suoi congeneri , menando vita sulle cime degli alberi sospeso al rami colle unjfhie .

8 UCCELLO MESSU.AVO

Il genere Trogon di Moehring e di Linneo occupava secondo il mio ordinamento sistematico del i83i un posto nella ciliata sezione , ossia sottofamiglia dei Buc- conìni appartenente alla sesta famiglia Amphiholi ovver Cuculidae , la qual congiungevasi per di lui mezzo con quella dei Frugivori ossia 3Iusophagidae . Mostrasi difatti affinissimo alle MusoJ'aghe , cui non lo riunimmo per riguardo soltanto di quelP artifizial carattere del dito versatile libero ^ e forma con quelle , oltre i Piccioni , un meraviglioso anello di congiunzione fra i due Ordini Passeres e Gallinae . Ma siilatte intricate correlazioni , ed altre molte , che questo altronde segnalatissimo gruppo mostra avere col Prionitini ^ coi Capitonini e perfino coi Caprimulgidi ^ ora nella riforma del nostro metodo, che ci studiamo di conformare sempre più alla natura , ci consigliano ad elevarlo col suffragio dei migliori Or- nitologi moderni al grado d' indipendente famiglia, la quale prende luogo fra le Galbididae e le Musophagidae . Non costituisce per altro questa famiglia Trogonidae che una sola sottofamiglia, quella cioè dei Trogonini ^ le cui specie si ripartiscono nei cinque generi Swainsoniani Trogon , Harpactes , Apaloderma , Temnurus e Calurus .

Caratteri della famiglia e della sottofamiglia insieme sono i seguenti :

Becco più breve del capo , largo alla base più che non è alto, concavo, fornito di rigide porrette setole, curvo all' estremità : mascella curva fin dalla base , smus- sata alquanto , or dentellata nei margini , or liscia , in- taccata sempre : narici basilari , laterali , aperte , ovali , ricoperte generalmente da setole : lingua breve , infissa profondamente nelle fauci , triangolare , acuta : apertura grandissima di bocca .

Capo ingente : collo assai corto : corpo tozzo .

Piedi per brevità sproporzionatissimi, deboli , piccoli , sottili , con quattro dita : tarso debole più o men pen- nuto , più breve del più lungo dito posterior interno :

DI C. L. BONÀPàRTE 9

dita disposte In un pajo più grande al dinnanzi , riunite alla base , in altro pajo al di dietro , 1' esterno dito del quale è versatile : unghie poco curve , acute .

Ali moderate ^ penna spuria breve , le tre prime remiganti graduate , la quarta e la quinta più lunghe .

Coda obliqua composta di dodici larghe timoniere .

Le femmine non molto , ma pur differiscono nel ve- stito dai maschi . I giovani sono assai dissimili dagli a- dulti pe' colori , ed intieri hanno i margini del becco . Le piume folte in tutti son lunghe , sottili , a barbe disgiunte e setose , di stelo largo , robusto , terminato subitamente in punta , e quasi a dir Piccìonesco'^ munite di folta pelugine sono bellamente colorate al solo api- ce , e fanno apparir l' uccello più grosso il doppio di quello che realmente sia , e poco profondamente s' im- piantano nella delicatissima cute . Goffi per le forme lussureggiano più che altrettanto codesti uccelli pel ta- glio e pel colore delle piume , metallico e brillante nelle parti quantunque opache , facilissimo però ad alterarsi.

Quantunque i Trogonidi abbiano le dita disposte due a due (pedes scansores ^ Llnn. ) nulla tuttavia partecipano de' veri rampicanti . Selvaggi , timorosi , solitarii oltre- modo, fuorché in alcune stagioni, di rara e parzial mi- grazione sempre assai circoscritta , preferiscono le più cupe foreste e i più riposti rami degli alberi quanto più spandesi la luce del giorno , se ne dipartano che il mattino e la sera ^ li direste perciò ucccUi crepuscolari. Vanno allora vibrando il becco non solo verso gì' insetti che passano , ma benanco alle bacche perchè di quelli e di queste volontieri si cibano promiscuamente . Nidi- ficano nelle buche degli alberi crollanti , le quali col becco ingrandiscono in modo da potenisi muover dentro a beli' agio : partoriscono uova da due fino a quattro , grosse e tondone , più volte all' anno . La femmina sola le cova , e frattanto il maschio la provvede di cibo e la diverte col canto : nudi affatto sbucan fuori i piccini .

l'CCELLO MESSICANO

Il volo di questi uccelli è pronto , breve , basso , ver- ticalmente undulato . Ordinariamente son mutoli ^ ma nel tempo della riproduzione metton voce sonora , forte , monotona e nojosa, molto dissimile da quella che forma il nome loro di Curucui .

Le specie conosciute che finor giungono a 34, abi- tano i climi tropicali dell' uno e dell' altro emisfèro , piìi assai però numerose in America essendoché ivi giungono al numero di 28, rimanendovi dieci alle Indie orientali, ed una sola all' Affrica . In questo e in quello emisfero però s' improntano nelle rispettive specie alcuni caratteri quantunque leggeri , che costantemente fan riconoscere a qual sezione geografica s' appartengono . Quelle per esempio del vecchio emisfero sogliono aver più robusto il becco , e privo sempre di dentelli , depilata alquanto la faccia , castagnina la schiena , e senza veruna fascia la coda .

Una Monografia di questo naturalissimo gruppo avem- mo dal Merrem . Bellissime tavole se ne porsero dal Le Vaillant di tutte le specie conosciute a suoi giorni , parecchie delle quali erano già figurate tra le planches enìuminées di Buffon . Altre veggonsi la prima volta ef- figiate nelle tavole colorite di Temminck , e in nuove collezioni Ornitologiche , segnatamente in quelle di Spix e nelle più recenti di Swainson . Superiore a tutte riu- scirà certamente la Monografia del Gould , che a quest' ora goder dovrla della pubblica luce in Inghilterra , ove nel- l' ultimo nostro viaggio nel passato autunno avemmo la soddisfazione di communicare con esso le cognizioni che sull' oggetto avevamo infin allor radunate . Vedransi in quella opera figurate col solito lusso e con la maggior diligenza , nonché convenientemente illustrate , le dette trentaquattro specie conosciute , in tutti i sessi ed in tutte le età .

Non vogliamo por fine all' articolo senza esporre bi-e- V emente i caratteri ciascuno dei cinque generi , in

DI C. L. BOWArARTE I I

cui COSÌ felicemente lo Swainson ha suddiviso la famiglia che qui trattiamo .

1. Trogo?? . Becco robusto, triangolare, seghettato nei margini delle mascelle : narici coperte da setole : tarsi vestiti di piume : le due dita anteriori saldate insieme fino alla prima articolazione^ le esterne col- tissime .

Questo genere contiene il Trogon Mexlcanus figurato dallo Swainson, e i5 altre specie dell'America men temperata .

2. Harpactes . Becco robustissimo, triangolare, con un solo profondo intacco all' apice dei margini , levigati in tutto il resto : narici scoperte in parte : tarsi un poco vestiti di piume : le due dita anteriori saldate alla sola base .

Ne citeremo ad esempio il Trogon Malaharicus tante volte figurato , ed altre ^ specie dell' Asia torrida , e dell' Arcipelago Indiano .

3. Apaloderma . Becco robusto , triangolare , co' mar- gini così leggermente seghettati che potriano dirsi le- vigati : piedi robusti , dita fesse fino alla base .

Tipo n' è la specie Affricana Trogon Nanna figurata nella tavola 288 degli Uccelli d'Aflrica di LeVaillant , e gli appartengono due altre specie delle Indie .

4. Temnurus . Becco robusto triangolare , allungato , seghettato ne' margini : narici coperte da setole : timo- niere rigidette , forcute , cogli apici divergenti .

Comprende il solo Trogon aìbicoIUs dell America me- ridionale figurato dal Temminck nella tavola 826 , e forse una seconda , specie della sezione stessa .

5. Calurus . Becco robusto , triangolare , levigato n argini : capo coronato da ciuffo compresso : cuopritri

12 UCCELLO MESSICANO DI C. L. BOSAPARTE

superiori della coda lunghissime , che P avvanzano e la nascondono .

Il soggetto di questo articolo è suo tipo , cui seguono quattro altre specie Americane , secondo che opinava il Gould , seppure non comprendesi in tal numero qualche giovane di una medesima specie .

Dopo che noi facemmo la prima volta conoscere il meraviglioso Quezalt in qualcuno dei tanti periodici fo- gli d'America, che ora non ricordiamo, fu il nostro Trogon paradiseus , o qualche specie affine ornala delle penne di quello , figurato splendidamente dal Temminck nelle sue tavole colorite ^ il quale gli attribuì a torto 11 nome di Tr. pavoninus , che dallo Spix erasi imposto ad un' altra specie propria del Brasile , più piccola , senza ciuflb , con cuopritici della coda molto men lun- ghe , e colla coda stessa totalmente nera . Il nostro Quezalt fu dal Gould figurato sotto il nome di Trogon resplendens pria di conoscere il mio lavoro sul mede- simo , che perciò lessi alla Società Zoologica di Lon- dra , e del quale si pubblicò un sunto nel JMap;azzino di Storia Naturale di Laudon per Aprile i838. In quella seduta fu convenuto tra noi di chiamarlo Caluels Paradiseus .

LETTERA SECONDA

DELLE FILLITI SINIGALLIESI

DIRETTA AZ. SIGNOR DOTTORE

AIVTOIVIO ALESSANDRINI

I'Hoffssohe di anatomia comparata nella p. università di bologna

DA VITO PROCACCINI RICCI

SOCIO OHUIN ARIO DELL' ACCADEMIA ITALIANA EC.

PREGIATISSIMO SIGNOR PROFESSORE

Nella mia Lettera scorsa , portai avviso di dar principio dalla epidermide supcriore delle flUiti nosti-e , essendomi proposto d'indicare le prime parti componenti la foglia vegetante , cui corrisponde a perfezione la fossile , che non di rado si rinviene nello interno delle collinette no- stre , feconde assai di selenite , quando si apra un qual- che fianco della loro periferìa . Ragion vuole , che avendo a proseguire il meditato lavoro , or mi rivolga _, rispet- tiibile Sig. Professore , a parlare del parenchima verde , o tessuto cellulare , il quale si scopre sottostante alla epidermide suddetta. Non mi allontanerò dall' intrapreso sistema di voler descrivere esattamente, per quanto mi fia possibile , tuttociò che mi si rappresenterà negli esem- plari da me riuniti , stando sulla faccia del luogo , in cui scopersi la miniera copiosa del vegetabili fossili, for- manti un tutto insieme colle marne , e colle terre in- durite , le quali ricoprono le più volte ridette gessaie . Si degni scorrere colla solita sua gentilezza 11 poco da

l4 A^ATOMIA DELLE FILLITl SmiGALLIESI

me trascritto , e soffra quel molto che per difetto di cognizioni , non mi fu dato di vincere , o di allontanare .

Avanti di entrare in materia , non so astenermi dal recare alcune brevi nozioni risguardantl gli oggetti In- torno al quali son costretto d' intrattenermi . E quantun- que siano ovvie a chicchessiasl amatore degli studi bo- tanici , pur nondimeno riuscir possono non inutili , e forse anche non disgradevoll a chi volesse Iniziarvisi ^ e che per caso avesse a leggere queste mie coserelle . Co- mincerò pertanto a dare un cenilo sul tessuto cellulare, o utricolare, riserbandomi di parlare altrove del vasco- lare , o tubulare .

Il tessuto cellulare è P organo essenziale del vegetabili ^ gli altri tessuti sono modificazione del medesimo . Così Myrbel. I piccoli tubi son cellule allungate ^ 1 grandi , e le lacune , son cavità formate nel tessuto stesso , di cui la epidermide è il termine^ esso ci si presenta com- posto di tante serie , o file di vescichette , o cellule esagone contigue fra loro , e chiuse dapertutto , ma co- municanti per mezzo di pori piccolissimi , formanti un tutto apparentemente membranoso . Sotto 1' epidermide superiore si trova un tessuto cellulare , o parenchima verde , che ci vien manifestato talvolta dal vermi , detti minatori , 1 quali s' introducono fra la lamina superiore e r inferiore della foglia , per cibarsi del parenchima , e della sostanza interna, e lasciano ambedue le mem- brane , o epidermidi intatte , e simili ad un velo , come non di rado si osserva nelle foglie del Leccio ( quercus ilex) dell'Olmo [ulmus campestris) ^ e di altri alberi non pochi . Nelle piante erbacee le fibre delle foglie hanno una continuazione piìi Immediata colle fibre del tronco , ed il loro tessuto cellulare è perfettamente unito ^ da esse le foglie non si staccano come negli alberi, ma piuttosto si seccano , e marciscono , o periscono col fusto , nelle piante erbacee annue , dette perciò persi- stenti. Le Finiti nostre fossili provengono in massima

DI V. rnocAccim bicci

parte fìagli alberi , o dagli arbusti ^ e pei'ciò le succinte nozioni qui addotte , risguardano le dicotiledoni clie for- mano la serie da me riunita : in cjucste piante le foglie appoggiano al picciuolo , il quale si diparte dal tronco , e vi comunica dirittamente con i rami , che son consi- derati quasi piccoli tronchi . Queste brevi notizie potranno esser forse di stimolo a chi , digiuno della scienza bota- nica , intraprender volesse il difficile cammino d' innol- irarsi in così vasta , quanto piacevole cariera . a me vien permesso di accennare neppure le prime quistioni de' più celebri Botanici intorno agli organi elementari , ed ai composti , i quali servono al mantenimento , ed alla riproduzione dei vegetabili^ ed a tanti altri oggetti che debbono esser considerati come elementi di tjuesti dilettevoli studi , e de' quali parla accuratamente ogni autore dedicatosi ad esaminare una delle più belle parti tra le create cose . Io mi son prefisso di trattare delle Pilliti nostrali , e di ciò che in esse vi si riconosce , e quindi ho accennato di volo quanto ho creduto oppor- tuno , e riferibile al mio scopo . Ora avendo a parlare del tessuto cellulare , o parenchima verde , il quale sot- tostà all' epidermide superiore , di cui si fece menzione nella precedente lettera mia, converrà esporre in prima il modo , onde si manifesta un tale tessuto nelle filliti dei depositi marnosi , dai quali trassero origine le colli- nette , che ci accerchiano verso il sud principalmente . Osservai , ed ora son costretto a ripeterlo , che i corpi organici fossili internati nelle marne non guari disgiunte dalle nostre mura , si discoprono allorquando sono dal- l' arte , o dalla natura sfaldate per mezzo , seguendo il loro andamento schistoso . Accade bene spesso in tal caso che si vegga la fillite bipartita , e comparisca in una delle superficie del minerale la muscolatura rilevata, e nell' altra la impressione della medesima . Tutto ciò che può osservarsi dentro il contorno della foglia colà rimasta racchiusa , è per l' ordinario di color foglia

IO ANATOMIA DELLE FILLITI SliNlGALLIESl

secca , o verdognolo , o gialliccio , o di qualunque altra pur siasi tinta , e dififerente sempi*e dal campo , del mi- nerale , onde è gioco-forza decidere , che un tale tessuto appartiene al parenchima vei'de, il quale si scerne egual- mente disposto in ambedue le superficie . Come poi ci si rappresenti codesto tessuto nei diversi casi, quali ca- ratteri dimostri , a quai cambiamenti sia esposto , tutto quanto insomma si rileva in esso di più interessante comparirà dalla particolare descrizione nel decorso dello svolgimento del presente tema. Ora frattanto non devo qui tacere , che nella epidermide pur anche ho veduto accadere talvolta lo stesso fenomeno dello staccamento cioè di essa dalla superficie della foglia , opporsi a questo la somma tenuità della medesima : ed infatti ne rinvenni parecchi minuzzoli accartocciati in un esemplare dissotterrato , e riferii esattamente tutto ciò che lo face- va distinguere dal rimanente della foglia . Non ignoro che Jurin il figlio avendo esaminato la struttura delle foglie , sostiene , non aver esse epidermide , ed esser composte di un ammasso di utricoli , o cellule •, e che nella supei'ficie delle medesime vi sono glandule , e pori corticali^ che alcune le hanno nella sola parte di sopra altre in maggior quantità in quella di sotto ^ ed altre in ambedue. Per me non è a discutersi una tale opinione, mi basta P averla rammentata, e passerò tosto a de- scrivere il parenchima de' nostri corpi organici fossili , che rivestirono per lo innanzi le parti arboree particolarmente , le quali a dir vero sono le più abbondanti , e non tralascierò di poi quelli pur anche dei irutici , e dei suffrutici , ed altre che sono men comuni , ma che non mancano tra le moltissime sepolte nelle nostre adiacenze, E per escludere qualunque sospetto sulla realtà della cosa, ho voluto scegliere le sole filliti bipartite per esser descritte in questa lettera , non potendosi su di loro svegliare ombra di dubbiezza , che cioè possa una tale apparenza ascriversi ad altro qualunque siasi tessuto ,

DI V. i'UOCACCINI RICCI 1 7

fuori del nominato parenchima , il quale , o poco , o molto , vi comparisce ben manifesto .

1. Fillite di ligiira cllitica , piccluolata , color verdic- cio-giallognolo-sudicio-smorto , con pochi nervi . Sembra essere stata assai molle e cedente, poiché mostra qualche pieghetta ancora conservata . Ha gli orli poco men che intatti . 11 nervo medio è spoglio d' integumento , che sembra esser dovesse finissimo: Jung. 3o, iarg. 26 (i). Giace su di una marna bianchiccia appannata , argilla- cea ^ vi spicca a meraviglia bene . E perfettamente di- visa per mezzo , ed in modo che soprapponendo una air altra le due metà , se ne forma subito la foglia in- tiera . Quanto ora si vede colorato , pare fuor di dubbio appartenere al vero parenchima verde , al che corrisponde ancora la tinta dominante nella fillite. Tav. I- fig- !•

2. Intaccata con folte tacche agli orli , come nella bettonica officinale , si mostra questa fillite color di foglia secca, che più cupo alla base, va degradando sempre verso la punta. La sua costola di mezzo è assai bene distinta : i nervi laterali si scoprono colla lente . Molto delicata: lung. 28, larg. 11. Il campo è gialliccio appannato .

3. Romboidale è questa fogliolina con grosso picciuolo ripiegato : gli orli , e la punta sono neri . La costola in mezzo è color di legno : il parenchima inclina ad un giallo dilavato: lung. 22, larg. 10.

4. In questa fillite il parenchima comparisce in en- trambe le superficie il medesiuìo , ed è color foglia-secca non oscura : è lacero qua e irregolarmente . La sua figura è bislunga, e si veggono gli orli in massima parte lisci , e solo verso il colmo ai lati opposti , si vedono alcune rade punte acute, le qnali probabilmente sono r estremità dei nervi , che vanno a terminare fuori

(i) S' infcnila sempre a|.'f:innlo :i qu.iliiiif[ne numero «Iella lungliez- la, e larghezza il '/jnoQ (millimetro) usando.si la misura metrica.

N. Ann. Se. Natur. Anno i. Tom. 2. 2

l8 ANATOMIA DELLE PILLITI SINIGALLIESI

(lei margine in sottili punte . Finisce la foglia in picciuò- lo discretamente lungo ^ benché non compiuto affatto è lung. 69 , larg. 2,0. Si rinvenne serrata fra le solite marne con superficie bianchiccia imbrattata .

5. iMerita di essere particolarmente distinto l' esemplare fossile da me qui riunito a questa serie . E di figura ovata a rovescio , e fa sovvenire dello scotano ( Rhus cotiniis ) . Il nervo che divide in mezzo la foglia è patente , e quasi legnoso •, così i due minori laterali al- terni : gli orli sono intieri . La tinta è color di foglia- secca con tendenza al giallo-scuro : avvi una bizzarrìa , che mi piace di ricordare . Essendo partito in due , rimane visibile in ambe le marne che lo contengono . Nella dritta è quale l' ho divisato , nella sinistra è di color tendente al turchiniccio . Il campo è macchiato qua e di cinoriccio sopra un fondo piìi presto gial- lognolo . hing. 58 , larg. 3o. Tav. I. fig. 2.

6. Ovata colla estremità piìi larga verso '1 picciuòlo , ed ugualmente aperta in due lamine si rinvenne questa fillite , quasi al modo stesso che si può aprire un foglio di carta piegato , e mostra simili le due superficie di color leggero di foglia secca . Il nervo in mezzo , che io chiamerò primo , perchè maggiore , è marcato e più scuro : i laterali son poco impressi . I mai'gini sono in- tatti. Una marna schistosa la rinserra: lung. 4 2 senza il picciuòlo^ larg. 19. Il parenchima è apertamente di- mostrato .

'j. Ondata con pieghe ottuse che salgono e scendono verso il margine , si mostra la presente fillite qui sepolta al pari dell' altre surriferite : ha »in bel colore di foglia secca punto alterata . I lembi sono un poco intaccati ^ i nervi bene intesi . Il fondo è alquanto giallognolo : lung. 5o, larg. 3o.

8. Ovata a rovescio , molto rotonda alla cima , e più stretta alla base , si vede la fillite che intendo annun- ciare . Sono in essa distinguibili 1 nervi maggiori , e

m V. ruocACCiNi ricci 19

minori, nioltiplici , e diretti, e ripiegati por ogni verso. Gli orli sono intieri , ed esatti in origine . Qui appari- scono squarciati:, ma la foglia sembra essere delicata in natura , e fina oltremodo . Il parenchima è poco men clic intieramente consunto . Le piccole macchiette sparse di- sordinatamente conservano ancora la loro sostanza : liing. 58 , l(irg. 3^. Il campo è gialliccio chiaro . Rin- serra un piccolo ictiolite , e qualche non riconoscibile pezzetto di altro corpo organico . La marna è schistosa e dei suo consueto carattere .

9. Avvicinantesi alla forma romboidale è la fillite sot- to il presente numero. I suoi nervi maggiori si conser- vano riconoscibili assai in tutti i versi : del parenchima vi ha qualche lieve traccia irregolare , e sparsa a ca- priccio. Tutto insieme poco differisce dal campo leg- germente oscurato . Il secondo somiglia 1 precedenti .

10. Mancante di un terzo, all' incirca , verso la parte superiore è questa fillite di figura bislunga col picciuòlo cortissimo: hing. 40, ^«''s* '^* ^^ rimane il color di foglia-secca indebolito. Il suo primo nervo è più mar- cato , e più scui'o : i laterali sono distinguibili a stento . Probabilmente apparteneva ad un arbusto. Il fondo è giallognolo pallidissimo .

1 1 . Cinericcio è il campo su cui spicca leggermente il nostro fossile , di figura bislunga con nervi laterali op- posti , spessi , e profondi -, gli orli sono dentati , la cima puntuta. Il colore è tendente a quello di foglia-secca languida: lung. 56. larg. i.

1 2. Lanciolala si riconosce la fillite di cui si parla . E curva alquanto , e variamente macchiata di mezze tinte rossiccie , giallognole , ed anche nereggianti ^ ma non si mostra co' suol contorni ben distinti , ed intieri . Il solo nervo medio è riconoscibile con sicurezza. La marna che la stringe , diflerisce dall' altre menzionate più vol- te , e contiene buona dose di strontiàna solfata amorla , per cui il peso è assai maggiore, e il vegetabile è stato

20 anatomìa delle lILLin S1?«IGALLIESI

guasto non poco , mancandovi buona dose di argilla , lung. 38 , larg. la.

i3. Piccola ma di bella forma è questa foglia fossi- le , distinta solo da un bel giallo delicato . Ila i mar- gini intatti :, è di figura ovata , e puntuta con eleganza in cima ^ il nervo maggiore in mezzo si vede marcato : il campo inclina al giallognolo^ è argillaceo , lung. 3o , larg. i5 . Ta%ì. !■ fig. 3.

\l\. Bel gruppetto di foglioline del loppo campestre {acer campestre) marcatissimo ne suoi lobi, vieppiù di- stinti per essere nereggianti sopra una marna cliiara : ed inoltre per curiosa combinazione vi si osserva uno de' medesimi terminare in giallo delicatissimo . Altre fo- glie ammassate insicniie P une sull' altre , comprovano il loro aggruppamento . E da osservarsi clie due delle pic- cole mostrano la loro rete inferiore minutissima , guar- date con acuta lente .

i5. Color di foglia-secca gradatamente diminuito è la lìllite che qui si accenna. E di figura ovata a rovescio, e verso la base è da un lato ripiegata sensibilmente , forse per accidentalità . Il suo picciuòlo è piìi largo al principio -, dipoi si restringe : la costola in mezzo è piìi grossa , e più visibile come per lo più suole accadere : due minori P accompagnano una per banda , e derivano dal picciuòlo comune col quale si uniscono al pari delle trinervose . La superficie è un pocolino logora , e man- cante neir interno : il parenchima è distintissimo , e sto per dire , rilevato . I margini sono poco men che intie- ri : la cima è molto rotonda, lung. 53, lai^g. 2 5. So- pra una marna gialliccia risalta con gradevole venustà .

i6. Quasi del medesimo carattere è la vegnente. La tinta del vegetabile è più forte: la figura dilTerisce dalla sopradetta. E stretta, lunga, e sarebbe lanciotata affat- to , se la punta terminasse acutissima. La costola in mezzo è rilevata assai le due laterali cominciano poco sopra il peziolo , di cui il principio non si vede. Alcuni

1)1 V. l'KOCACCINl IIK.CI

nervi minori compariscono poco olire la metà supe- riore. I lembi sono intatti, tranne un pezzetto divorato da un insetto , che potrebbe sospettarsi esser quello del salice, cui sembra assomigliarsi la presente foglia : hing. '^l\^ larg. IO. Il campo è cinericcio , e gialliccio-sporco .

I y. Ovata di lìgura , colla base larga , rotonda , attac- cata al picciuòlo e risti*etta verso la cima opposta è la nostra tlllite colle tre principali costole , le quali par- tono insieme dal picciuòlo comune. Il parenchima è mol- to nero , e di una certa grossezza , che tu capace a for- marvi una sottil crosta , di cui vi è rimasta appena qua e una qualche porzloncella. Ha colorato bensì il suo fondo in nereggiante , e vi è permanente . Il vegetabile vi rimase accartocciato alquanto , e non intiero : gli fu strappato buona parte di un lato ^ tuttavia si può com- prendere qual fosse in origine , cioè liing. 53 , ìarg. 24 Nella solita marna alternata , e mista al cinericcio , e giallognolo comparisce incassato il fossile nostro . Esiste nel campo non breve tratto di calce solfata semidia- fana : è più pesante della marna argillacea. i

18. Elittica colle due estremità più strette, ed ugua- li, è la (illite che viene ora indicata . Sopra un campo giallo-chiaro piacevolissimo , delle usitate marne , si scor- ge come una lieve orma di elegantissima foglia rimasta colà sepolta , di cui si vede ora un tenue indizio . La forma di trincrvosa invita ad osservarla. I nervi sono nericci alquanto , e qualche piccola macchia scura in-i gombra le due superficie , le quali ditferiscono dal cam- po essendo pili levigate , e possono mosti'are qual fosse l'interno tessuto cellulare di cotesta foglia: lung. 3a, iarg. 18. [

i(). Consimile all'antecedente per la figura è questo fossile che mostra la doppia fillite sul tenore delle altre già rammentate . La difl'erenza consiste principalmoi>te nel ptu-enchlma , il quale è di un color citrino vaghis- simo sopra un campo marnoso gialliccio: ed inoltre ai

2 2 A^ATOIVnA DELLE PILLITI SIINIGALLIESI

vede come in basso-rilievo convesso , mentre nella parte opposta è concavo . I tre nervi principali conservano un giallo-scuro gradevole lung. 5o col picciuòlo, ìarg. i8.

20. Esemplare di foglia ovata storta , ritolto di sot- terra : è bipartito , e la sua costola in mezzo , e le altre due laterali , che partono ugualmente dal picciuòlo co- mune, sono colorate in parte da una tinta rossigna. Si distingue dal campo , che è chiaro . Il vegetabile fossile è coperto di giallo-languido-sudicio lung. 33 , Icirg. 2./\. Probabilmente può aver adornato un arboscello gentile. Tcw. I. fig. 4

21. Elittica od ovale è questa fiUite che si novera tra le molte da me rinvenute nei colli nostri gessosi . Il suo colore è quello di foglia appassita, la quale è prossi- ma ad esser secca. La costola in mezzo è piìi marcata^ così i nervi laterali , che vanno a terminare col picci- uòlo . Vi sono espressi parecchi altri nervi , che arman- do P occhio con acuta lente si discoprono senza stento : lang: 55^ larg. 2.5. Il campo non si discosta dall' usi- tatissimo carattere. Tav. II. Jìg. i.

22. Seghettata con denti acuti negli orli , e rivolti verso la punta a guisa di quelli di una sega si è ritro- vata questa foglia riunita alla presente serie . E di figu- ra rotonda , ma non intiera : ha la costola in mezzo ben conservata e nera , come 1 nervi laterali che se ne con- tano sette per banda . Quasi da sottll velo nereggiante è ricoperta la superficie interna : lung. 4 2 , l'^^g- 26.

23. Trilobata è l'altra che qui si indica. Piccola ma di bella forma , fa sovvenire la famiglia degli aceri : è tinta di scuro quasi nericcio , e nel luogo di mezzo verso la cima , è quasi consunta , e si avvicina al color del campo giallognolo al pari di tanti accennati: lung. 35, larg. 36. Tav. II. fig. 2.

'24. Della numerosa famiglia delle querce è il bipar- tito vegetabile che ora si nomina, lung. rj^ .^ larg. i5. Rivestito di bellissimo colore di foglia adusta si è trovato

1)1 V. PROCACCINI RICCI 2 3

stretto nella solita marna abbellita da qualche vena fer- ruginea che lo va tingendo di giallo vivissimo . Ila ben rilevata la costola in mezzo , e le minori lateraU . La parte dritta , e più colorata della sinistra che è pallida . Dopo il secondo nervo , partendo dal picciuòlo , si di- scerne chiaro un lavoro di un insetto minatore , il quale ha scoperto la rete sottostante al parenchima , ed è di- stinguibile anche a nudo occhio , Uguaglia in periferìa una non grande lenticchia . Il campo è gialletto , e rac- chiude un ictiolite minuto .

25. Altra fillite quercina adorna una delle solite marne alternante di giallo imbrattato , e di cinericcio -^ fa mo- stra di bel colore di foglia secca che varia dall'oscuro al più leggero nella sinistra parte, e delicatissimo nella tleslra , che è meno rilevata . Vi rimane in quella molto del parenchima, e visibili pur bene i nervi maggiori, e la costola in mezzo :, in questa un indizio appena . Così dei contorni intagliati , che si veggono esattissimi nella prima , e incerti , languidi nella seconda . Manca il pic- ciuòlo iu entrambe: hing: 53, larg. io.

a6. Siegue la terza riferibile al genere Qiierciis , e diversa di specie. Ha i margini largamente , e di rado intaccati . La costola in mezzo è più marcata e più scura , non aflatlo dritta , ma alquanto piegata irregolar- mente verso r una, o verso l'altra banda. Sono^sei i nervi laterali più distinti: moltiplici i piccoli nervi: quelli si estendono fuori degli orli , terminando in punta sottilis- sima. La intiera lung. ^p , la sua larg. 20. Ha color di foglia secca. Il solido del parenchima è in più luoghi della lamina distrutto- pur vi resta sempre un legger velo. Il campo chiaro gli fa un contrapposto opportuno .

27. Di foglia ovata a rovescio è T esemplare fossile che ora rammentiamo. Rassembra aver forse appartenuto a un qualche rovo . I suoi lembi sono seghettati , ma lo- gori , e perciò non riconoscibili con ogni sicurezza . La costola in mezzo è marcata e par quasi legnosa. I nervi

a4 ANATOMIA DELLE IILLITI SINIGALLIESI

laterali distinti , si contano lino agli otto . Il color della superficie è di foglia secca comincia forte , e va poi ad illanguidire a poco a poco . AH' apice è mancante un pocolino ^ cosi pure alla base . Il fondo è bianco sudicio appannato . Ad un canto avvi una cristallizzazione di gesso lenticolare : lung. 70 , larg. 45.

28. Ovale è la figura della fillite doppia rinchiusa in una marna cinericcla, che ora vien qui indicata. La sua tinta è di caffè tostato . La costola media è manifesta '^ nuli' altro . Il parenchima è denso , ed uniforme ^ in qualche parte della superficie sembra corroso : lung. 64 , larg. 28, È probabilmente spoglia di leggiadro arbusto, e gentile ornamento di ameno giardino.

29. Non guari si allontana dall'antecedente questa che le succede , nerissiraa nella maggior parte di sua super- ficie: lung. 58 , larg. 28. , benché non intiera. Il nervo in mezzo è segnato leggermente ^ nuli' altro . Il paren- chima vi restò permanente , sembra assai fino , e gra- nelloso . Neil' orlo destro è perduto un buon tratto , e somiglia al campo eh' è gialletto piacevole , da cui prende un vero risalto il vegetabile , del quale appariscono an- cora le non dubbie vestigia .

30. Poco oltre la metà del suo intiero si estende la fillite doppia , che si vuole qui denotare . Essa va in- sensibilmente stringendosi in punta : nella sua parte in- feriore rimasta è intatta, e sembra che al modo stesso far dovesse la superiore già pei'duta . La costola media è manifestissima, e più scura. Di bel colore di foglia secca è il resto , e tutto uniforme . Neil' altra corrispon- dente è visil)ilissimo il lavoro dei nervi minori , e dei minuti nervetti , i quaH vanno dividendo , e suddividendo il parenchima in menome particelle . Convien far uso di buona lente per ben vedere quest' opera prodigiosa dell' industre natura , e non può al certo unirsi alle ov\ie, e più comuni. La sua lung. è di 44 7 ^"^'f?- ^^' ^' fondo è giallognolo-pallido .

DI V. PROC ACCUSI KICCI 25

3 I . Ho creduto di doverne annoverare anche un altra l)islunga ben conservata, e che produce un ottimo effetto sopra una marna chiara IncUnante ad un gialletlo langui- «lissimo . Essa si dimostra quasi nera •, ma in realtà è di co- lor catlè tostato , e sopra vi resta una lamina sottile non ugualmente distesa , anzi qua e mancante : sarei per dirla carbonizzata . La costola maggiore da cui è divisa , ha il suo rilievo : così i primi due nervi laterali com- municanti col peziolo , e diretti allo insù fin verso la metà dell' intiera foglia : ve ne sono di poi altri dei minori ben bene distinti: lung. 5i , larg. i5.

Sa. Di figura lineare è questa ora annunciata, lung. 20, larg. 2. Squarciata è un poco nella superficie^ ma gli orli sono intatti : ha color di fijglia scura .

33. Altra dello stesso genere: è nereggiante, e mo- stra una sottilissima linea bianca agli orli , ed alla co- stola media, lung. 18, larg. 2. Il campo è sempre marnoso , non dissimile dagli altri x-iferti .

34. Entra nella medesima serie ancor la presente ^ Inng. 1 2 , larg. 2 , ed è meglio espressa : rimane quasi cenerognola , e rinchiusa nella stessa marna argillacea comunissima negli scavi della nostra selenite .

3f). Esemplare di foglie trine nate nel medesimo pun- to , e comprese nella stessa guaina , come nel pino te- da ( Pinus taeda ) sono nere sottilissime , e solcate nel mezzo : lung. 3 5 la maggiore ^ le altre due laterali me- no lunghe : larg. i .

36. Ramoscello delicatissimo , e del pari minuto, com- posto <li foglloline alterne scure . Sembra rimastavi la sola punta su di un fondo giallognolo languido : lung. 20 larg. I . scarso . Vi si contano 1 9 foglioline alcun' altre vi mancano .

37. Altra punta di ramoscello con fogliuzze opposte, nereggianti •, lung. 1 8 : si coniano i o delle medesime ^ la maggior parte è lung. 7.

38. Frammento <li un raaiosccUelto assai minuto con

a6 ANATOMIA DELLE PILLITI SINIGALLILSI

foglioline piccolissime opposte , arricciate indietro ( revo- liitnm ) : lung. 1 8 , larg. 3 . Il parenchima vi è rimasto a sufficienza per farlo distinguere dal campo delle solite marne .

3q. Foglia trilobata , di cui il lobo piìi alto in mezzo è hing. aS , larg. 9. I due laterali larg. 12. Uno di essi manca quasi del tutto . Yien contornata da una tinta scuriccia , corrosa non poco nel mezzo : tuttavia rimane intatta la costola media , e parecchi nervetti disposti oriz- zontalmente .

40. Foglie gemelle che partono dal medesimo punto , comprese nella stessa guaina , come nel pino comune ( Pinus picea ) : lung. 43 , larg. i .

4 1 . Foglie distiche , che si piegano in due soli lati opposti dei rami , come nel tasso ( tassiis baccalà ) . Qui compariscono nei-issime , e quasi carbonizzate .

42. Ovata di figura è questa , cui rimane apparenza di essere stata per lo innanzi F adornamento